Cos’è l’AI slop, la “sbobba” infinita e di bassa qualità che sta lerciando l’internet

Gli esseri umani hanno trascorso gli ultimi trent’anni a popolare di contenuti il web. Poi è arrivato l’AI slop insieme a ChatGpt, Nano Banana, Sora, fratelli e sorelle che, in soli tre anni, sono riusciti in un’impresa titanica: inondare la rete di una tale quantità di contenuti generati automaticamente da superare quelli creati dall’essere umano. Secondo una recente ricerca pubblicata su Arxiv, almeno il 30% dei testi presenti sulle pagine web attive è generato con l’AI, ma la proporzione reale – sempre secondo i ricercatori – potrebbe avvicinarsi al 40%. Avanti di questo passo, verremo superati, noi umani, nel giro di qualche mese.
Questo diluvio di contenuti prodotti in massa rende urgente saper riconoscere e valorizzare ciò che di buono emerge, in modo da scoraggiare il resto. La parola slop, se usata correttamente, ci aiuta proprio in questo
L’AI è uno strumento straordinario. L’AI Slop, invece, è un’altra cosa. È quel rumore visivo fatto di immagini senz’anima, loghi improbabili, testi generici, colori casuali e grafiche che sembrano tutte uguali. Costa poco, si produce in pochi secondi…e spesso si riconosce in una frazione di secondo. Il problema non è che “lo fanno tutti”. Il problema è che, a forza di accontentarsi del mediocre, si sta normalizzando una comunicazione mediocre. Un marchio impiega anni a costruire credibilità. Bastano poche grafiche “fatte tanto per” per iniziare a perderla.
L’AI non sostituisce il progetto. Sostituisce solo l’impegno, quando la si usa così. Il problema non è l’intelligenza artificiale, ma l’illusione che basti un prompt per fare comunicazione. Il design non nasce da un algoritmo: nasce da competenza, strategia e visione.
E no, non tutto ciò che è stato generato… meritava di essere pubblicato.
Risorse —-> Elaborazione Daniele Polidoro da video TikTok
https://www.wired.it/article/ai-slop-definizione-sbobba-infinita-bassa-qualita/?utm_source=chatgpt.com

